Modello 231 e reati tributari e fiscali: perché è fondamentale per le imprese
Negli ultimi anni il rischio fiscale è diventato uno dei principali fattori di esposizione per le imprese. Con l’estensione del D.Lgs. 231/2001 ai reati tributari, la gestione corretta degli adempimenti fiscali non riguarda più solo la responsabilità personale degli amministratori, ma può comportare sanzioni dirette per l’ente.
In questo contesto, il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo 231 rappresenta uno strumento essenziale per prevenire il rischio fiscale e tutelare l’impresa.
I reati tributari nel perimetro del D.Lgs. 231
Il catalogo dei reati presupposto include oggi numerosi reati tributari, tra cui:
- dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti;
- dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici;
- dichiarazione infedele;
- omessa dichiarazione;
- emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti;
- occultamento o distruzione di documenti contabili;
- indebita compensazione.
Si tratta di illeciti che possono emergere anche in contesti aziendali strutturati, spesso a causa di:
- carenze nei controlli interni;
- gestione non tracciata dei flussi contabili;
- eccessiva delega senza adeguata supervisione;
- pressioni sui risultati economici.
Il valore preventivo del Modello 231 in ambito fiscale
Il Modello 231 consente di affrontare il rischio fiscale in modo organico e sistematico, attraverso:
- mappatura delle attività sensibili (contabilità, fiscalità, rapporti con consulenti);
- definizione di procedure per la gestione degli adempimenti fiscali;
- separazione dei ruoli tra chi opera, controlla e autorizza;
- tracciabilità delle operazioni contabili e fiscali;
- controlli periodici e verifiche documentate.
In questo modo, il rischio di comportamenti illeciti viene significativamente ridotto.
Rapporti con consulenti e professionisti esterni
Uno degli aspetti più delicati in ambito fiscale riguarda i rapporti con consulenti esterni.
Il Modello 231 permette di:
- definire criteri di selezione e nomina;
- regolamentare i flussi informativi;
- formalizzare responsabilità e controlli;
- monitorare l’operato dei professionisti incaricati.
Questo evita che condotte illecite poste in essere da terzi ricadano sull’ente.
Il ruolo dell’Organismo di Vigilanza
L’Organismo di Vigilanza (OdV) svolge un ruolo chiave anche nella prevenzione dei reati tributari, vigilando su:
- corretta applicazione delle procedure fiscali;
- adeguatezza dei controlli interni;
- flussi informativi verso il vertice aziendale;
- eventuali segnalazioni di anomalie o irregolarità.
La vigilanza continua contribuisce a mantenere il sistema efficace nel tempo.
Tutela dell’impresa e del management
L’adozione e l’efficace attuazione del Modello 231:
- riducono il rischio di sanzioni pecuniarie e interdittive;
- proteggono la continuità aziendale;
- rafforzano la posizione di amministratori e dirigenti, dimostrando l’adozione di misure organizzative adeguate.
In caso di contestazioni fiscali, il Modello può rappresentare un elemento difensivo rilevante.
Modello 231, compliance fiscale e sostenibilità
La corretta gestione fiscale è oggi parte integrante della responsabilità sociale d’impresa.
Trasparenza fiscale e legalità contribuiscono ai criteri ESG, in particolare nella dimensione Governance, rafforzando il rapporto di fiducia con investitori, banche e istituzioni.
Conclusione
L’inclusione dei reati tributari nel D.Lgs. 231 ha reso la compliance fiscale un tema centrale per tutte le imprese.
Il Modello 231 non è solo uno strumento di difesa, ma un mezzo per migliorare l’organizzazione interna, prevenire rischi e costruire un sistema di gestione fiscale solido e trasparente.
Investire nel Modello 231 significa proteggere l’impresa oggi e garantirne la sostenibilità nel lungo periodo.
