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Perché gli enti del Terzo settore (ETS) dovrebbero adottare il Modello 231

2026-03-29 17:36

Nicolò Calosso

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Perché gli enti del Terzo settore (ETS) dovrebbero adottare il Modello 231

Negli ultimi anni gli enti del Terzo settore (ETS) – associazioni, fondazioni, cooperative sociali, ONG – hanno assunto un ruolo sempre più rilevante

Negli ultimi anni gli enti del Terzo settore (ETS) – associazioni, fondazioni, cooperative sociali, ONG – hanno assunto un ruolo sempre più rilevante dal punto di vista economico, sociale e organizzativo. Con la crescita delle attività, dei finanziamenti pubblici e delle attività economiche, è aumentata anche la necessità di strumenti di controllo e gestione dei rischi. In questo contesto, il Modello 231 rappresenta uno strumento fondamentale di governance e prevenzione dei reati.

Il Modello 231 si applica anche agli enti del Terzo settore

Il D.Lgs. 231/2001 si applica non solo alle società, ma anche a enti e associazioni, anche prive di personalità giuridica, quindi anche agli enti del Terzo settore quando esiste un’organizzazione e una struttura gestionale.

Questo significa che anche un’associazione o una fondazione può essere ritenuta responsabile se, nell’interesse o a vantaggio dell’ente, vengono commessi determinati reati da amministratori, dipendenti o collaboratori.

I principali rischi per gli enti del Terzo settore

Molti enti pensano che il Modello 231 riguardi solo le aziende, ma in realtà gli ETS sono esposti a diversi rischi, ad esempio:

  • reati contro la Pubblica Amministrazione (contributi pubblici, bandi, finanziamenti);
  • reati tributari;
  • reati di riciclaggio e gestione fondi;
  • reati in materia di sicurezza sul lavoro;
  • reati ambientali;
  • reati societari e falsità nei bilanci;
  • indebita percezione di finanziamenti pubblici.

 

In particolare, per gli enti che ricevono contributi pubblici o gestiscono fondi e donazioni, i rischi legati a truffa ai danni dello Stato o indebita percezione di finanziamenti sono molto rilevanti.

Il Modello 231 come strumento di tutela

L’adozione del Modello 231 non è sempre obbligatoria, ma è fondamentale perché può rappresentare una esimente dalla responsabilità dell’ente in caso di reato, se dimostra di aver adottato un sistema organizzativo idoneo a prevenire i reati.

In altre parole, il Modello 231 serve a:

  • prevenire reati;
  • organizzare meglio l’ente;
  • dimostrare la corretta gestione;
  • tutelare amministratori e consiglio direttivo;
  • migliorare la trasparenza;
  • rafforzare la reputazione dell’ente.

Modello 231 e governance del Terzo settore

Per gli enti del Terzo settore il Modello 231 non deve essere visto come un adempimento burocratico, ma come uno strumento di buona governance e trasparenza.

Infatti consente di:

  • definire ruoli e responsabilità;
  • introdurre procedure e controlli;
  • gestire correttamente le risorse economiche;
  • prevenire conflitti di interesse;
  • controllare l’utilizzo dei contributi pubblici;
  • migliorare l’organizzazione interna.

Per questo motivo molti esperti considerano il Modello 231 uno strumento di professionalizzazione e crescita organizzativa degli enti del Terzo settore.

Quando diventa particolarmente importante per un ETS

Il Modello 231 è particolarmente consigliato quando l’ente:

  • riceve finanziamenti pubblici;
  • partecipa a bandi;
  • gestisce fondi e donazioni;
  • ha dipendenti o collaboratori;
  • gestisce strutture o servizi;
  • svolge attività economiche;
  • lavora con enti pubblici;
  • gestisce appalti o convenzioni;
  • ha una struttura organizzativa complessa.

 

n questi casi il Modello 231 diventa quasi uno standard di buona gestione.

Conclusione

Gli enti del Terzo settore gestiscono risorse economiche, donazioni, contributi pubblici e attività sociali di grande valore. Proprio per questo motivo è fondamentale adottare strumenti che garantiscano trasparenza, legalità e corretta gestione.

Il Modello 231 rappresenta quindi non solo uno strumento di prevenzione dei reati, ma anche un modello organizzativo che aiuta l’ente a crescere, organizzarsi meglio e tutelare amministratori, volontari e collaboratori.

Oggi sempre più enti del Terzo settore adottano il Modello 231 non perché obbligati, ma perché rappresenta:

  • una tutela legale,
  • uno strumento di organizzazione,
  • un elemento di trasparenza,
  • un vantaggio reputazionale,
  • una garanzia per finanziatori, enti pubblici e donatori.

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